Alberto Pellè

Bianco in Sanità

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GRATUITI 1) Giugno 2016: Lavoro e Pensione dalla riforma Govero Monti

                                                                Storia e soluzioni ad una “strage e prigionia sociale”

 

                           2) Luglio 2014, libro: Bianco in Sanità

   

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Lavoro e Pensione dalla riforma Governo Monti... + Il libro: Bianco in Sanità

 

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Alberto Pellè, classe 1955, è laureato in Scienze Sociali. Sin dall’infanzia entra in contatto con l’ambiente ospedaliero. Oltre a dedicarsi da quarant’anni all’assistenza sanitaria, da dodici si occupa del martoriato mondo pensionistico e del lavoro.

 Alberto

  1. Lavoro e Pensione dalla riforma Governo Monti
  2. Storia e soluzioni ad una "strage e prigionia sociale”

Il breve saggio-testimonianza si cala nel sistema del lavoro e pensionistico italiano che sta gravemente investendo milioni di persone e gran parte del Paese. “Strage e prigionia sociale” sta a richiamare valori e conquiste sociali duramente ottenute dopo lunghi decenni e derubate in pochi mesi. “Strage” per le numerose perdite umane nella morsa della speculazione, insieme a quanti non hanno potuto accedere alle cure sanitarie. “Strage” della sana politica, tra sperperi istituzionalizzati, indifferente al suo popolo in crisi. “Prigionia” (contro la crescita e il futuro), per l’estrema difficoltà nell’entrare e uscire dal lavoro. “Prigionia” per l’alta disoccupazione dei giovani e per l’imprigionamento degli anziani comuni nei posti di lavoro.

  La frettolosa riforma-prigione Monti nel governo 2011 (contro perfino il referendum abrogativo nel 2015 della disumana riforma Fornero), pone difronte ad un inquietante quesito: l’obiettivo è la speranza di vita, utilizzata per allungare l'età pensionabile nonostante l'aumento della mortalità, o piuttosto quella di morte?

Papa Francesco afferma: non è giusto rinegoziare l'età per la pensione fino ad “...estremismi aberranti, come quello che arriva a snaturare l’ipotesi stessa di una cessazione lavorativa…”

Libero Quotidiano.it del 25 Dicembre 2015: “…i dati dell’Istat sono tragici. Nei primi otto mesi dell’anno ci sono stati 445mila decessi contro i 399mila dello stesso periodo dell’anno scorso… Se davvero la mortalità aumenta così rapidamente e il processo di allungamento della vita non è più “irreversibile”, …ha davvero senso continuare ad allungare la vita lavorativa? Se la rotta demografica si è invertita così rapidamente, perché continuiamo ad alzare l’età pensionabile? 46mila morti non bastano per cominciare a ripensare la legge Fornero?…”

 E mentre si fa finta di occuparci della drammatica emergenza immigrati, non ci si occupa della “strage” verso i cittadini italiani nel proprio Paese. Producendo in entrambi i casi una doppia speculazione...

I vari Monti-Fornero (ma anche ognuno di noi con i nostri silenzi), risponderanno all’Italia e al Signore della storia.

Attraverso il nuovo libro-diario: “Bianco in Sanità”, fra pennellate, aneddoti umoristici, denunce e ricerche, Alberto offre un contributo attraverso l'esperienza vissuta tra ospedali, strutture territoriali e studi universitari. Diverse le riflessioni sul paziente, sull’anziano, su i pronto soccorso, sull’infermiere e l’ambiente sanitario, nonché sul "crimine legalizzato" nel Governo Monti della riforma pensionistica e del lavoro.

Il tema della qualità e dell’etica mette in evidenza il merito di tanti medici, operatori sanitari e del volontariato, nonché una Sanità che non dovrebbe stare tra le mani di una malsana politica… “Bianco in Sanità” è dunque il racconto autobiografico tra narrativa, spunti saggistici e pensiero sociologico attorno alla figura infermieristica. Una testimonianza senza veli, una denuncia-speranza che affronta le condizioni e le possibili soluzioni sugli addetti alle cure infermieristiche. Un tema che interpella le istituzioni, gli operatori sanitari, i malati, i medici e i fruitori dell’assistenza. Proprio per valorizzare le risorse umane ed economiche, nel rispetto della qualità sociale rivolta all’utenza, che è ancor prima persona, cioè noi.

Fotografando i vari retroscena chiave all’interno della Sanità, si visualizza un periodo che va dagli anni Settanta ad oggi. Si cerca infine un ponte di raccordo verso un’improrogabile esigenza di oggi: quella di porre nelle condizioni migliore chi, come l'infermiere, è chiamato a dare assistenza.

"Il rischio di mortalità e di fallimento delle cure cresce del 7% per ogni paziente in più che grava sull'infermiere". - “Un rapporto infermieri/pazienti insufficiente, si riflette negativamente sulla spesa economica e sugli stessi infermieri esposti a un rischio superiore di stress psico-fisico”.

"La mancanza di personale sanitario, sta assumendo un carattere di emergenza in tutte le regioni del mondo", l’ha rilevato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).