Alberto Pellè

Bianco in Sanità

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Alberto Pellè, classe 1955, è laureato in Scienze Sociali. Sin dall’infanzia entra in contatto con l’ambiente ospedaliero. Oltre a dedicarsi da oltre quarantun’anni all’assistenza sanitaria, da circa tredici anni si occupa del martoriato mondo pensionistico e del lavoro.

 

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SAGGIO: LAVORO E PENSIONE DAL GOVERNO MONTI AD OGGI

                   Testimonianza e soluzioni ad una prigionia sociale

La riforma Fornero nel Governo Monti nel 2011 ha generato uno tsunami contro la crescita di milioni di giovani e degli anziani comuni, intrappolati a vita prima di poter percepire una misera e corta pensione.

“Prigionia sociale” sta a richiamare le numerose vite umane decedute nella morsa del lavoro e della speculazione. “Prigionia sociale” per l’alta disoccupazione dei giovani e l’intrappolamento degli anziani nei posti di lavoro verso i 70 anni ed oltre. “Prigionia sociale” dovuta al gioco miserevole “dell’aspettativa di vita”, utilizzato per allungare l’uscita lavorativa nonostante l’ISTAT registri l’inversione di tendenza circa l’aumento della mortalità. “Traditi dalla propria Patria” è infine il bel servito di malsane politiche e connivenze cittadino-istituzionale, contro la stessa Italia e milioni di persone oneste che hanno contribuito allo sviluppo del Paese.

Si afferma che non ci sono soldi per l’occupazione e i pensionandi. Ma dall’evasione fiscale di svariati miliardi, agli ingenti tagli ai servizi nel Paese (quindi con meno spesa sociale) e all’aumento delle entrate tributarie, sono molti i miliardi in più che scivolano nelle casse dello Stato. Miliardi sottratti in nome della “UE e del risanamento del debito pubblico”! Ma siamo ancora convinti di questo “risanamento”?

Nel breve saggio-testimonianza (tra spunti di attualità, proposte e analisi sociologiche), proverò a smascherare questa riforma pensionistica in direzione di un riscatto sociale. Saggio che esula dalle competenze economico-statistico e prende in considerazione i drammatici aspetti umani del problema.

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  Libro-diario: Bianco in Sanità

Fra pennellate, aneddoti umoristici, denunce e ricerche, si offre un contributo attraverso l'esperienza vissuta tra ospedali, strutture territoriali e studi universitari. Diverse le riflessioni sul paziente, sull’anziano, su i pronto soccorso, sull’infermiere, sull’ambiente sanitario e del lavoro, sulla qualità e l’etica nel delicato servizio sanitario, mettendo in evidenza il merito di tanti medici, operatori sanitari e del volontariato.

“Bianco in Sanità” è dunque il racconto autobiografico tra narrativa, spunti saggistici e pensiero sociologico denreo e attorno l'assistenza sanitaria. Una testimonianza-speranza che affronta le condizioni e le possibili soluzioni atte a migliorare e ad agevolare  la difficile mansione degli addetti alle cure infermieristiche. Fotografando infine i vari retroscena chiave all’interno della Sanità, qui si visualizza un periodo che va dagli anni Settanta ad oggi.

"Il rischio di mortalità e di fallimento delle cure cresce del 7% per ogni paziente in più che grava sull'infermiere". - “Un rapporto infermieri/pazienti insufficiente, si riflette negativamente sulla spesa economica e sugli stessi infermieri esposti a un rischio superiore di stress psico-fisico”. - "La mancanza di personale sanitario, sta assumendo un carattere di emergenza in tutte le regioni del mondo", l’ha rilevato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).